L’ipnosi, quando si usa, a cosa serve

Per prima cosa è bene sottolineare che non è quella che si è soliti vedere nei film. Infatti, contrariamente a quelle che possono essere le credenze popolari, l’ipnosi non è uno stato di sonno profondo.
Indubbiamente è uno dei più affascinanti fenomeni della mente umana che la scienza deve ancora spiegare completamente come in realtà accada. Gli psichiatri fanno capire che, tra le sue caratteristiche generali, vi sia uno stato di trance caratterizzato da una estrema suggestionabilità, ove il rilassamento e l’immaginazione sono accresciute.

Non è proprio come il sonno, perché il soggetto è vigile tutto il tempo. È più spesso paragonata ad un sognare ad occhi aperti. La nostra capacità di entrare in questo stato di coscienza unico apre la porta a innumerevoli possibilità di guarigione, di auto-esplorazione e di cambiamento.

Chiamata con nomi diversi in diverse culture e tempi, è uno stato noto da migliaia di anni e utilizzato per vari scopi. È, oggi, impiegata anche nel trattamento del dolore, in presenza di depressione, ansia, stress, e molti altri problemi psicologici e medici.

Chiunque può essere ipnotizzato?

Alcuni soggetti trovano più facile rilassarsi rispetto ad altri. Per lo stesso motivo, alcune persone sono in grado di andare in trance più rapidamente e più profondamente di altri. Circa l’85% delle persone può andare almeno in uno stato di trance leggera.

A tal fine, è utile andare a determinare la capacità di entrare in trance di una data persona, prima di prendere una decisione circa, ad esempio, l’opportunità di utilizzarla come anestetico. Come qualsiasi altra tipologia di terapia, deve essere eseguita esclusivamente da personale qualificato e accreditato.

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